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L'Epilogo
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A Borsh e nei boschi circostanti dunque rimase il Generale Chiminiello col suo Stato Maggiore, il I Gruppo del XIV Rgt. di Artiglieria della "Ferrara", il III Battaglione del 49° Fanteria della "Parma",  il I Battaglione del 129° Rgt. Fanteria della "Perugia" agli ordini del Ten. Col. Pennestri e, un po più defilato ferso la montagna, il III battaglione del 129° Rgt. Fanteria della "Perugia" del Maggiore gigante.
La mattina del 3 ottobre una compagnia  di tedeschi giunge a Borsh. Gli italiani sono nascosti nel bosco ma il Generale Chiminiello, ormai "stanco e stremato", decide di mandare incontro al nemico un gruppo di 5 uomini con la bandiera bianca. Cosi i cinque uomini, un ufficilale, due sottufficiali e due militari, con la bandiera bianca bene in vista percorsero i circa 200 m che separavano il bosco dalla strada e si consegnarono ai tedeschi. Coì furono catturati il Generale Chiminiello con tutti gli ufficali dello Stato Maggiore e dei restanti reparti che avevano deciso di fermarsi a Borsh. Tutti gli ufficiali furono riportati a Porto Edda dove risiedeva il comando del I Battaglione tedesco. Qui, al primo piano dell'edificio della Banca d'Albania, una corte marziale presieduta dal Maggiore Dodel sentì singolarmete dapprima il Generale Chiminello ed il suo Capo di Stato Maggiore, il Maggiore Bernardelli, e poi tutti gli altri ufficiali; tutti furono giudicati colpevoli di tradimento e  condannati a morte. La sentenza fu eseguita alle ore 16.45 di lunedi 4 ottobre 1943. Il Generale Chiminiello ed il Maggiore Bernardelli furono fucilati singolarmete dal plotone di esecuzione e poi finiti con un colpo di pistola alla nuca. L'esecuzione avvenne sulla spiaggia di Baia Limione, una piccola insenatura poco a Nord di Porto Edda. I corpi furono zavorrati e poi gettati in mare. Il mattino del giorno seguente, erano circa le sei, tutti gli ufficiali, circa 120 - 130, furono portati a Baia Limione dove furono fucilati a gruppi di quattro. Anche i loro corpi furono zavorrati e gettati in mare.














Le drammatiche fotografie dell'esecuzione del Gen. Ernesto Chiminiello e del Magg. Sergio Bernardelli
Baia Limione (Sarande) 4 ottobre 1943

N.b. le foto, la seconda in particolare, compare spesso nei filmati realtivi all'ecceidio della Divisione Acqui a Cefalonia. In realtà la foto non ha nulla a che vedere con i drammatici fatti di Cefalonia come confemrato dalla stessa Associazione Nazionale Divisione Acqui

Il caporale Richter che assisstette al massacro così lo descrive nel suo diario: "...un successivo eccidio venne compiuto nella città albanese di Saranda, sulla costa, appena oltre il confine greco. Un commando dei cacciatori vi uccise il 4 ottobre 1943 il generale italiano Ernesto Chiminello insieme a circa 130 ufficiali della divisione "Perugia". I cadaveri, "vennero portati al largo e fatti affondare con dei sassi legati alle gambe"

Di seguito si riporta l'elenco dei 60 Ufficiali fucilati dei quali è stato possibile accertare il nome:
Generale Ernesto Chiminiello, Comandante della Divisione Perugia
Maggiore Sergio Bernardelli, Capo di Stato Maggiore della Divisione

9  Ufficiali del Comando Divisione
Ten. Col.  Di Siro Alberto - Capo 2ª Sez. Comando Divisione
Magg. Veterinario Tentolini Alcide  - Capo servizi veterinari
Capitano  De Zinno Alfonso - Addetto al Comando Divisione
Capitano Macioci Antonio - Addetto al Comando Divisione
Tenente La Licata Giuseppe - Addetto al Comando Divisione
Tenente Sica Achille - Ufficiale di Amministraz. Al Q. G.
Sottotenente Abonandi Alberto - Uffic. Di Ammin. Al Q. G.
Sottotenente Bollini Callisto - 151ª Sez. Suss. Squadra Panettieri
Sottotenente Feliciangeli Pietro - 151ª Sez. Suss. Squadra Panettieri

15 Ufficiali del I Battaglione del 129° Fanteria
Ten. Col. Pennestri Domenico - Comandante di Battaglione
Tenente Boffi Alberto - Aiutante Maggiore in seconda
Sottotenente Bologna Paride - cl. 1917 - da Legnago (Verona)
Sottotenente Corda Giulio - cl. 1916 - da Serrenti (Cagliari)
Tenente De Stefanis Augusto - cl. 1911 - da Torricella Sabina (RI)
Sottotenente Cicconi Nello - cl. 1918 - da Macerata
Sottotenente Gemelli Alfredo - cl. 1918 - da Palmi (R. Calabria)
Tenente Lanzetta Vito - cl. 1914 - da Bella (Potenza)
Capitano Mannino Antonio - cl. 1899 - da Carini (Palermo)
Tenente Mastandrea Tommaso - da Giovinazzo (Bari)
Sottotenente Petito Salvatore - cl. 1921 - da Avellino
Tenente Sarli Mario - cl. 1912 - da Potenza
Sottotenente Temperini Aldo
Capitano Vigneri Vittorio - da Bari
Sottotenente Zocco Salvatore - cl. 1916 - da Canicattini Bagni (SR)

17 Ufficiali del III Battaglione del 129° Fanteria
Maggiore Gigante Mario - Comandante - cl. 1899 - da Napoli
Sottotenente Girlanda Giosuè - Aiut. Magg. - cl. 1918 - da R. Calab.
Sottotenente Buscarino Giuseppe - cl. 1915 - da Racalmuto (AG)
Sottotenente Cacciola Salvatore - cl. 1920 - da Messina
Sottotenente Castaldo Gennaro - cl. 1916 - da Afragola (Napoli)
Tenente Ciccolini Arturo - cl. 1910 - da Macerata
Capitano Culotta Armando
Sottotenente D'Alto Giuseppe - cl. 1917 - da Teggiano (Salerno)
Tenente Fiorenza Libero - cl. 1913 - da Pazzano (R. Calabria)
Tenente Gasparini Ermanno - cl. 1912 - da Montecarotto (AN)
Sottotenente Passarello Giovanni - cl. 1912 - da Noto (Siracusa)
Sottotenente Prestianni Vincenzo - cl. 1920 - da Palermo
Sottotenente Rossi Emilio
Sottotenente Siracusa Enrico
Sottotenente Tringali Francesco - cl. 1911 - da Lentini (Siracusa)
Sottotenente Tulumello Salvatore - cl. 1918 - da Racalmuto (AG)
Sottotenente Vagnini Vitaliano da Fano

10 Ufficiali del  I Gruppo del XIV Artiglieria
Capitano Cucci Alfonso - cl. 1902 - da Spezzano Albanese (CS)
Sottotenente Collini Carlo - cl. 1921 - da Firenze
Sottotenente Corsaletti Giuseppe - cl. 1921 - da Fano (Pesaro)
Sottotenente D'Anteo Elio - cl. 1915 - da S. Frediano a Settimo (PS)
Sottotenente Mazza Alfredo - cl. 1916 - da Roma
Sottotenente Piatti Gian Michele - cl. 1917 - da Milano
Sottotenente Pozzi Giuseppe - cl. 1921 - da Busto Arsizio (Varese)
Sottotenente Rodondi Antonio - cl. 1916 - da Vicenza
Capitano Veterinario Stefanini Sergio - cl. 1912 - da S. Miniato (Pisa)
Tenente Vaglio Francesco - cl. 1907 - da S. Michele Mondovì (CN)

7   Ufficiali del III Battaglione del 49° Fanteria
Tenente Belli Bellino - cl. 1916 - da Parma
Sottotenente Betti Attilio - da Urbino
Sottotenente Marconato Luigi - cl. 1921 - da Mestre (Venezia)
Tenente Ranieri Raffaele - da Reggio Calabria
Capitano Rovella Mario - da Siracusa
Capitano Spina Mario - cl. 1916 - da Grottammare (AP)
Capitano Teccani Enrico - cl. 1898 - da Verona

Poichè non ci furono testimoni oculari di questo tremendo crimine di guerra, non è possibile stabilire con certezza il numero esatto ed i nomi degli Ufficiali fucilati. Tuttavia, confrontando diverese testimonianze è possibile ritente che il numero sia esatto.

Vale la pena far rilevare che la Corte Marziale che emise le sentenza di condanna a morte era presieduta dal maggiore Siegfried Dodel e, dunque, era formalmente "inadeguata", a giudicare Ufficiali di grado superiore quali un generale, un colonnello e due tenenti colonnello. In vero, al di là di ogni aspetto formale e giuridco riguardante il Codice Penale in tempo di guerra, la stessa Corte Marziale era una farsa. La sentenza di condanna a morte era già stata scritta prima ancora che il processo cominciasse. L'ordine del giorno n. 142 del 26 settembre 1943 emanato dal Comandante della I Divisione da Montagna "Edelweiss" Generale Walter Stettner Ritter von Grabenhofen, al punto 4 prevedeva che "gli ufficiali dei reparti che hanno combattuto contro unità tedesche sono da fucilare" e ancora al punto 6 "Nessuna sepoltura. Portarsi a largo sul mare ad affondare in punti diversi i corpi dopo averli zavorrati".
Ogni commento appare, evidentemente, superfluo. Si è trattato di un orrendo Crimine di Guerra.
E' ancora il caso di far rilevare che subito dopo la fucilazione del Generale Chiminiello si sparse la voce che i tedeschi ne avvessero decapitato la testa per infiggerla su un'asta e portarla in giro come monito.
Tale circostanza non corrisponde al vero in quanto i corpi dopo la fucilazione, furono gettati in mare in "ottemperanza" al punto 6 del citato O.d.G.
Sulla circostanza riferisce, oltre al citato caporale Richter, anche lo storico Gerhard Schreiber in "La Vendetta Tedesca 1943-1945"- Mondadori, aggiungendo in più il dettaglio che i corpi degli Ufficiali fucilati a Porto Edda furono infilati in sacchi di plastica riempiti di pietre e gettati in mare.  Nessuno parla della macabra mutilazione del Gen. Chiminello che "è falsa ed è da attribuirsi ai partigiani albanesi della zona che per aumentare il terrore per i tedeschi negli italiani, volevano che i soldati e gli ufficiali italiani rifugiatisi in montagna non si consegnassero ai tedeschi stessi."
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